Il tre volte campione del mondo Alvaro Bautista, iridato nella MotoGP 125 (2006) e due volte in Superbike (2022 e 2023), entusiasma il pubblico di ASI MotoShow 2026 riportando in pista una moto iconica della Ducati: la Desmosedici GP6 utilizzata da Troy Bayliss per vincere il Gran Premio di Valencia nel 2006 conquistando una doppietta insieme al compagno di squadra Loris Capirossi.
Lo spagnolo Bautista è tuttora pilota Ducati in Superbike, portacolori del Team Barni in una serie sempre avvincente e competitiva. “Continuo a correre – ha raccontato nel paddock di Varano de’ Melegari – perché sento ancora forte dentro di me l’amore e la passione di cavalcare una moto da competizione. Amore e passione che si respirano ad ASI MotoShow, sentimenti condivisi con tutte le persone che sono qui in sella alle loro moto storiche. Personalmente conservo ancora l’Aprilia 125 con cui ho vinto il mondiale nel 2006, una Honda 125 GP del 1997 con cui ho iniziato a correre nel 1999 e una Aprilia Moto GP del 2015. La mia vittoria più bella è stata senza dubbio quella del 2006 a Jerez, la mia prima vittoria nel mondiale conquistata davanti al mio pubblico. Una sensazione irripetibile.”
ASI MotoShow sta vivendo la sua 23^ edizione con un pieno di pubblico, che fino a domenica 10 maggio possono riscoprire la storia della moto. Un grande evento di rilevanza internazionale organizzato dall’Automotoclub Storico Italiano, che torna a riempire il paddock e il circuito parmense con il suo “museo della moto in movimento”. Ci sono oltre 700 motociclette storiche, si possono ammirare mostre tematiche e si vive la magica atmosfera del motociclismo più genuino e passionale.
Un’edizione che celebra il mito Ducati festeggiando 100 anni di storia del marchio e 80 anni della sua produzione motociclistica, avviata nell’immediato secondo dopoguerra per diversificare l’attività inizialmente dedicata alle tecnologie delle comunicazioni radio. Il tributo all’ASI MotoShow si concretizza in una straordinaria esposizione di moto e di motori made in Borgo Panigale, allestita grazie alla partecipazione del Museo Ducati. Dal Cucciolo del 1946 (con il quale tutto ebbe inizio) alla Desmosedici MotoGP ex Casey Stoner del 2008; dallo scooter Cruiser 175 del 1952 alle 888, 996 e 998 Superbike del ’91, ’99 e 2002; la 98 Sport della Milano-Taranto 1953, la 750 F1 Daytona ex Marco Lucchinelli del 1986 e la 900 Mike Hailwood Replica del 1979; la 175 Sport del 1957, il prototipo della Utah monocilindrica del 1977 e la Pantah 600 TT2 del 1981.
Accanto alle moto che hanno segnato l’ascesa delle Ducati stradali e da corsa ci sono anche le “milestone” tecnologiche ben illustrate dai suoi propulsori: monocilindrici, bicilindrici, desmodromici, Desmoquattro, Testastretta, Desmosedici. Nomi e soluzioni evocative di una continua ricerca innovativa e prestazionale.
Altri temi forti di ASI MotoShow 2026 sono dedicati alle moto che hanno contribuito alla rinascita nel secondo dopoguerra e al Campionato del Mondo Superbike. Inoltre, si segnala la partecipazione ufficiale di Honda e Yamaha, la presenza attiva delle Squadre Corsa ASI “Ducartist”, “World Classic Racing Bikes” e “Laverda”, la prima partecipazione della BMW K100 RT della RAI, unica rimasta tra quelle utilizzate negli anni ’90 per le riprese televisive in movimento, che dopo un lungo abbandono è stata restaurata da ASI e rimessa su strada.
Come da tradizione, non mancano i grandi campioni delle due ruote, sempre presenti ad ASI MotoShow con i loro pedigree da leggenda. Le ultime generazioni sono ben rappresentate da Marco Melandri e Alvaro Bautista, che hanno raccolto il testimone da rider del calibro di Eugenio Lazzarini, Pierpaolo Bianchi, Carlos Lavado, Benedicto Caldarella, Gianfranco Bonera, Jean François Baldé o Raymond Roche, tutti presenti a Varano. Anche loro scendono in pista nelle parate di sabato 9 maggio alle 17.00 e di domenica 10 maggio alle 13.30.







