Il 16esimo Italian Baja di Primavera – Artugna Race, organizzato dal Fuoristrada Club 4×4 Pordenone, ha ufficialmente aperto il Campionato Italiano Cross Country 2026.
La gara, disputata il 13 e 14 marzo tra i comuni di Aviano, Budoia e Polcenigo, ha visto la scuderia MRC Sport schierare undici equipaggi su un totale record di 62 partenti.
La manifestazione si è confermata un evento complesso e spettacolare, ospitando contemporaneamente il round d’apertura del Campionato Italiano Cross Country, con la nuova classifica unica tra autovetture fuoristrada e Side-by-Side (SSV), e le categorie Open Rally e Open Storico, valide per il Trofeo Nazionale ACI Sport. Il percorso di 107 km complessivi è stato reso estremo dalla pioggia battente e dal fango, mettendo a dura prova la tenuta di uomini e mezzi.
Nel Campionato Italiano Cross Country, la punta di diamante MRC Sport è stata Lorenzo Codecà, undici volte campione italiano della specialità. Il veterano monzese, che ha condiviso l’abitacolo della Suzuki Grand Vitara T1 con Gilberto Menetti alle note, ha confermato il suo status piazzandosi al primo posto assoluto tra le autovetture.
“Nonostante il nuovo regolamento mescoli auto e SSV, mezzi molto più leggeri e performanti, sono estremamente soddisfatto di aver vinto la classifica riservata alle vetture e di aver agguantato la quarta piazza assoluta nonostante il confronto diretto con gli SSV, mezzi che per peso e prestazioni giocano una partita a sé”, ha commentato Codecà. “Siamo partiti con qualche cavallo in meno per un problema al motore, ma la pioggia ha livellato i valori in campo. Io e Menetti non abbiamo commesso la minima sbavatura e la macchina, preparata perfettamente da Technoracing, è stata impeccabile. Un ringraziamento speciale va a Giacomo De Luca, sempre presente, e alla mia assistenza: Cristian, Riccardo e Lolli sono stati ineccepibili.”

Ottima la prestazione di Matteo Da Rin Spaletta, coadiuvato in questa sfida dalla navigatrice Manuela Mocchiutti su Suzuki Grand Vitara, vincitori della categoria T2 nonostante un danno strutturale subito in avvio. “Siamo super felici,” racconta Da Rin, “anche perché la squadra è nuova nel cross country. In prima prova un errore ci ha portati fuori strada piegando il telaietto anteriore. Abbiamo proseguito con la ruota storta per tutta la gara, saldando in assistenza tra un giro e l’altro e mantenendo tempi da vertice. La scelta delle gomme da rally ha premiato, merito enorme di tutto il team.”
Sempre tra i protagonisti del Cross Country, Michele Abenicar e Paolo Manfredini, in gara a bordo di una Suzuki Grand Vitara T2, hanno chiuso quinti di classe dopo un inizio in salita. “Il risultato finale non mi entusiasma, ma sono soddisfatto dei miglioramenti,” ammette con onestà Abenicar. “Sono partito male: un problema al via mi è costato un minuto e dieci di penalità; ero arrabbiato e deconcentrato, tanto che nella prima speciale sono finito in un fosso. Fortunatamente ne sono uscito e, giro dopo giro, ho iniziato a segnare tempi migliori. Anche se le gare così veloci non sono le mie preferite, la pioggia battente ha reso tutto più tecnico e impegnativo, una sorta di gara di sopravvivenza che alla fine mi ha stimolato. C’era molto rischio, tra l’asfalto viscido e le pozzanghere che annullavano la visibilità, e mi dispiace tantissimo per l’infortunio di Tinaburri: nel nostro sport la sicurezza è altissima, ma il rischio non è mai pari a zero. Spero che in Sardegna, su un terreno più adatto alle mie caratteristiche, le cose vadano come lo scorso anno.”
Soddisfatto Stefano Sabellico, che ha affrontato il fango friulano insieme ad Andrea Taloni su Suzuki Grand Vitara T1: “La gara è stata molto bella e veloce. La pioggia ci ha frenato un po’, ma nel complesso mi è piaciuta molto.”
Fabio Acajou e Franco Stefano Bruno, anche loro impegnati su Suzuki Grand Vitara T2, guardano già al prossimo impegno in Sardegna: “La gara non è andata molto bene, c’è un po’ di delusione, ma gli errori sono solo miei. In Sardegna troveremo un percorso più adatto al nostro stile.”
Sfortunata la prova di Cristian D’Agnolo e Michele Cussigh su Yamaha YXZ 1000R, condizionata dalla scarsa visibilità e da un atto di sportività. “Senza parabrezza e sotto quella pioggia non vedevamo nulla,” dichiara D’Agnolo. “Nel terzo giro stavamo andando forte, ma ci siamo fermati a prestare soccorso a un concorrente vittima di un brutto incidente. Nell’ultimo passaggio abbiamo segnato un bel tempo, volevamo dimostrare che potevamo giocarcela nonostante il momento difficile e ce l’abbiamo fatta, ma la classifica era ormai compromessa.”
Fermo prima del via Giuseppe Ananasso, assistito dal copilota Rocco Sbaraglia, a causa di un improvviso blocco del cambio.
Sul fronte dell’Open Rally, prova valida per il Trofeo Nazionale ACI Sport, Tullio Versace ed Eneo Giatti, al volante della loro Skoda Fabia, hanno centrato il secondo posto assoluto dopo una rimonta d’autore. “Dopo un errore d’assetto e uno spegnimento motore eravamo quinti,” analizza Versace. “Abbiamo recuperato fino al secondo posto finale, nonostante il surriscaldamento dei freni nell’ultima prova. È il terzo podio consecutivo, alla prossima puntiamo alla vittoria.”
Primo tra gli storici e settimo assoluto Christian Secondin, che ha diviso i successi con Raffaele Meneano su Opel Corsa GSI: “È stata una gara molto difficile e insidiosa a causa del meteo avverso,” ha dichiarato Secondin. “Il percorso si è rovinato moltissimo e con la nostra piccola Corsa è stato faticoso arrivare in fondo. Siamo partiti con un ottimo ritmo, segnando subito il settimo tempo assoluto e restando secondi tra le storiche fino al colpo di scena di Prosdocimo, che era davanti a tutti ma si è dovuto fermare. Sono molto soddisfatto del primo posto tra le storiche e del settimo assoluto; ringrazio Raffaele, il team Clacson per la vettura perfetta, la mia famiglia e gli amici lungo il percorso.”
Decisamente amaro l’ottavo posto finale di Fabrizio Martinis e Valentina Boi su Renault Clio Rally3: “Siamo delusi e amareggiati perché un piazzamento sul podio era decisamente alla nostra portata,” spiega Martinis. “Dopo aver vinto la prima speciale cronometrata in condizioni quasi impossibili, ci siamo ritrovati a lottare per il vertice nonostante non avessi mai provato l’auto prima. Purtroppo, nel secondo giro siamo rimasti bloccati dietro un concorrente più lento che non ci ha dato strada, facendoci perdere secondi preziosi. Il colpo finale è arrivato nell’ultima prova: a un chilometro dal traguardo la macchina si è spenta per un problema elettrico. Sono rimasto fermo cinque minuti, poi toccando alcuni cavi nel vano motore è ripartita, ma il sogno di chiudere tra i primi tre assoluti era ormai svanito. Resta la consolazione di essere stati molto veloci e il riconoscimento unanime della nostra bravura da parte del pubblico.”
Alessandro Prosdocimo e Marsha Zanet, in gara su Ford Escort RS 2000, hanno chiuso al nono posto assoluto e secondi tra le storiche: “La gara è andata bene e mi sono divertito molto, pur patendo un problema tecnico a fine seconda prova,” ha dichiarato Prosdocimo. “Ho dovuto percorrere l’ultima speciale senza freni posteriori e senza freno a mano perché il guasto non era rimediabile. Nonostante questo, il nono posto assoluto e il secondo tra le storiche mi rendono molto soddisfatto. Non vedo l’ora di risalire in auto.”
A chiudere la numerosa rappresentanza MRC Sport, la navigatrice Sandra Castellani ha accompagnato al debutto Paola Tagliabue (ex campionessa mondiale di apnea) a bordo di un Nissan Terrano I. “Paola è stata eccellente,” commenta Castellani. “Pur essendo la sua prima volta su un mezzo da gara, è stata proattiva, concentrata e ha ascoltato ogni consiglio, gestendo fango e acquazzoni con una calma da atleta vera. L’obiettivo era farle conoscere l’ambiente e arrivare al traguardo senza danni, e ci siamo riuscite perfettamente. È stato un onore avere il supporto di Andrea Zanussi, che l’ha presa sotto la sua ala spiegandole come affrontare il percorso. Paola ha ricevuto un’accoglienza splendida da tutto l’ambiente, dai giornalisti ai colleghi piloti, ed è stata una giornata bellissima sotto ogni punto di vista, anche se fisicamente molto impegnativa, difficile e stancante.”
Fanny Piccoli


























