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La XVIII Coppa Gentlemen Sardi fa il pieno di consensi

Partenza e arrivo a Cagliari per la manifestazione organizzata dall’Associazione Automoto d’Epoca Sardegna, inserita nel calendario di ASI Circuito Tricolore.

Si è tenuta dal 16 al 18 maggio, attraverso 430 km nelle strade della Sardegna, la 18esima edizione della Coppa Gentlemen Sardi. La manifestazione, organizzata dall’Associazione Automoto d’Epoca Sardegna di Cagliari, fa parte del Circuito Tricolore dell’ASI, serie di manifestazioni motoristiche che puntano alla valorizzazione del nostro territorio nazionale.
«Siamo alla diciottesima edizione di questa manifestazione, inserita all’interno del Circuito Tricolore» commenta soddisfatto Alessandro Casciu, presidente della sezione cagliaritana dell’AAE. «15 manifestazioni di cui 10 automobilistiche e le altre motociclistiche: abbiamo l’onore di rappresentare in questo contesto la nostra isola. Solo nel 1922 si tenne una vera e propria corsa: una gara organizzata nei dintorni di Cagliari, con un percorso di circa 60 km, da ripetere tre volte per complessivi 180 km: ai tempi fu vinta da una Fiat 501; quindi è stata fatta una volta e poi mai più con quel formato. Tramite alcuni dei nostri soci abbiamo trovato dei documenti e nel 2007 abbiamo deciso di riproporla in chiave non più di velocità, ma in chiave regolaristica. Infatti, abbiamo cambiato il nome: da Corsa Gentlemen a Coppa Gentlemen.
È iniziata un po’ in sordina, durava solo un giorno mentre ormai siamo arrivati a fare tre giorni pieni, da venerdì a domenica. Questa diciottesima edizione partirà da viale Europa a Cagliari, con circa 55 equipaggi in gara. Ci sposteremo percorrendo la vecchia statale 125 e quindi il percorso della San Gregorio-Burcei, la famosa gara di velocità in salita.
Andremo a Villaputzu dove ci sarà la prima serie di prove cronometrate. Dopo il pranzo a Villaputzu ci sposteremo verso Arbatax, dove alloggeremo in un albergo nella costa.
Sabato mattina la partenza da Arbatax e le prove nella zona industriale di Tortolì; in seguito, lo spostamento a Ulassai, con la visita delle grotte Su Marmuri e il pranzo in zona. Poi il trasferimento a Jerzu, con una visita alla Cantina; successivamente il rientro in albergo. Mentre la mattina seguente ci spostiamo verso Orroli.
È una manifestazione con una piccola parte agonistica che consiste nelle prove di regolarità e poi c’è una grande parte dal punto di vista turistico ed enogastronomico. Cerchiamo quindi di conciliare i gusti di tutti: alcuni sono più attenti alla parte sportiva mentre altri a quella culturale, sicuramente predominante. È successo più volte in questi anni che chi è venuto dalla penisola per quest’evento poi ne abbia approfittato per fare qualche giorno di vacanza, prima o dopo la manifestazione. Infatti, anche la Regione e l’Assessorato al Turismo vedono di buon occhio queste manifestazioni come promozione del territorio e per questo ci danno il loro supporto. Anche i Comuni che abbiamo attraversato ci hanno dato il patrocinio ed accolti a braccia aperte. Soprattutto a Tortolì ormai ci sentiamo a casa. È un’accoglienza eccezionale da parte di tutti e massima disponibilità sia delle autorità locali che ci aprono le porte della città in quei giorni.
La provenienza? Una quindicina di auto provengono dalla penisola e anche quest’anno abbiamo sia la Giulia dei Carabinieri che l’Alfetta della Polizia di Stato. è sempre piacevole per noi avere il loro riconoscimento attraverso la presenza».
Durante la cerimonia a Cagliari, nella sala Search di Palazzo Bacaredda, si è tenuta la cerimonia di premiazione.
«Abbiamo cercato di realizzare un percorso il più panoramico possibile» commenta Giorgio Aricò, tra coloro che si sono occupati del percorso e delle prove di abilità. «Abbiamo cercato strade poco frequentate: la partenza da Monte Urpinu, un passaggio al Poetto per poi dirigersi verso la vecchia 125, percorso della cronoscalata San Gregorio-Burcei, per arrivare poi a Porto Corallo, dove abbiamo fatto una sosta per il pranzo; anche perché non si può richiedere a queste auto uno sforzo eccessivo. Poi sempre attraverso la 125 abbiamo fatto arrivare il gruppo a Tortolì, in particolare ad Arbatax. Il giorno dopo sono partiti da Tortolì con destinazione Ulassai, hanno fatto il percorso panoramico nella strada Genna Cresia e il giro è quindi terminato a Ulassai con la visita alle grotte. Terminata questa, gli equipaggi sono rientrati ad Arbatax, ancora attraverso la strada panoramica. Oggi la partenza è stata dal Villaggio Saraceno che ci ha ospitati per questi tre giorni e siamo arrivati fino a Tertenia. Da lì abbiamo fatto il percorso interno: Tertenia-Perdasdefogu e Orroli. Dire che gli equipaggi erano contenti è dire poco, perché è stata una strada guidatissima, con pochissimo traffico e impegnativa. Il rientro ha previsto un passaggio attraverso Senorbì e San Nicolò Gerrei. Quindi un percorso tecnico, molto guidato, le prove di abilità le abbiamo fatte per due volte a Tortolì mentre il primo giorno nel porto turistico di Villaputzu che ci ha ospitato ben volentieri».

Felice Graziani è responsabile marketing ASI “Automotoclub Storico Italiano”: «Questa manifestazione, inserita all’interno del circuito tricolore che raccoglie 15 manifestazioni, tra cui tre manifestazioni di moto storiche, una di aerei e l’altra per le barche. Le altre 10 riguardano le auto storiche che fanno il giro d’Italia attraverso i migliori posti e le migliori organizzazioni: possiamo dire che questa è ormai nel novero delle migliori manifestazioni d’Italia».
Per lui si tratta ormai di un appuntamento fisso: «Ormai è la terza edizione a cui diamo un supporto pratico di assistenza alla manifestazione, che grazie all’intelligenza e passione degli organizzatori cresce ogni anno sempre di più».
Anche Alessandro Casciu fa un bilancio finale: «Ormai è finita ed è andata bene; quindi, tiriamo un sospiro di sollievo dopo l’ansia di questi giorni perché andasse tutto bene. In tre giorni abbiamo fatto 420 chilometri, ci sono stati pochi guasti e tutti risolti. È stata una bella edizione in cui si sono visitate zone ancora non esplorate come i tacchi d’Ogliastra. Gli ospiti arrivati dalla penisola sono rimasti a bocca aperta vedendo quei boschi meravigliosi e dei paesaggi così belli. Il tempo ci ha dato ragione perché abbiamo trovato sole: il bilancio è assolutamente positivo. Sicuramente negli anni aumenta la consapevolezza e l’esperienza e quindi tutti i particolari sono più curati. Questo consente di dare ai partecipanti un pacchetto complessivamente più completo. I luoghi scelti sono stati graditi da tutti, sia dal punto di vista alberghiero che da quello gastronomico, siamo soddisfatti.

Lo sguardo è già rivolto al futuro: «Per la 19ͣ edizione troveremo qualcosa di nuovo, perché essendo questa manifestazione all’interno del Circuito Tricolore, un progetto dell’ASI che coinvolge 15 manifestazioni a livello nazionale e che mira a far conoscere il territorio italiano attraverso l’utilizzo delle vetture storiche, per l’anno prossimo cercheremo un itinerario alternativo: l’anno scorso abbiamo scelto un itinerario “di mare”, quest’anno l’entroterra e le montagne della Sardegna: quindi l’anno prossimo cercheremo un’altra novità».
Enzo Sergnese è stato il delegato sardo dell’ASI per questo evento: «Per me si tratta della prima direzione di un evento simile in Sardegna».
Sergnese pone l’accento soprattutto su alcuni aspetti: «Ho trovato alcuni ingredienti molto particolari che altrove non sono presenti: l’ospitalità, sia da parte dell’organizzazione che di tutto lo staff; ci hanno accolto in maniera impeccabile.
Altro aspetto importante sono stati i percorsi scelti dall’organizzazione: posti veramente stupendi dal punto di vista paesaggistico ma anche particolarmente adatti a sostenere queste vetture che hanno come minimo 50 anni. Quindi non ci hanno portati nel traffico o in posti in cui non è facile viaggiare con queste vetture. Voto positivo? Senz’altro, i sardi hanno il valore aggiunto dell’isola che ha un panorama stupendo e mi auguro cresceranno ancora di più».
Ospite d’eccezione, la storica volante della Polizia di Stato, un’Alfetta 1800 del 1973: «Molti se la ricordano negli inseguimenti dei film di quegli anni con Tomas Milian. Si è comportata bene, ruggisce come ai vecchi tempi. Molto bella, quel rombo dà forti emozioni. È la terza edizione a cui partecipo personalmente» commenta Fiore Musto, direttore dell’autocentro della Polizia di Stato di Cagliari. «L’autocentro è simile alla motorizzazione, ma invece che civile apparteniamo alla Polizia di Stato. Gestiamo i natanti, motoveicoli e aeromobili della Polizia per tutta la Sardegna. È un’esperienza davvero bella: il motto della Polizia di Stato è “Esserci sempre” e in questa, così come nelle altre edizioni, abbiamo girato in paesi della Sardegna che non sono molto frequentati, come Orroli e Ulassai. Paesi dell’entroterra che non sono giornalmente visitati dalla Polizia e quindi grazie alla Coppa Gentlemen Sardi e al Circuito Tricolore dell’ASI, che fa girare i territori per la loro promozione e quella della legalità, c’è stato un momento di unione molto bello tra la popolazione e noi rappresentanti della legalità.
Anche il presidente del Consiglio Comunale, Marco Benucci, ha espresso la sua soddisfazione: «Oggi qui non vediamo solo pezzi di meccanica, ma auto che hanno vissuto un’epoca e che raccontano storie e passioni, per chi le ha guidate prima e per chi le guida adesso. Sono detentori di storia e cultura. Anche un motivo in più per visitare la nostra città, visto che oggi è anche il giorno di Monumenti Aperti: quindi, oltre a vedere i nostri musei, possono ammirare anche questi musei viaggianti, perché raccontano cultura e storia di un’epoca passata».
L’assessore alla Cultura del Comune di Cagliari, Maria Francesca Chiappe: «Manifestazione importante dal punto di vista culturale e anche turistico, nel vedere queste macchine del passato ancora in movimento. Ne vedo una degli anni ’30 che è un vero spettacolo. Soprattutto è bello vedere tanta gente qui in piazza del Carmine per ammirarle. C’è moltissima gente in giro anche grazie a Monumenti Aperti, iniziativa che si tiene proprio oggi».
Passando al lato sportivo della manifestazione, ad aggiudicarsi il primo posto dell’edizione 2025 è stato Paolo Pieroni, su Autobianchi A112: «Si tratta della mia prima esperienza in Sardegna. Ho partecipato a questa Coppa Gentlemen invitato da amici, conosciuti in un’altra manifestazione nella penisola. Mi hanno invitato e quindi sono qui».
Nonostante la vittoria, Pieroni riconosce i meriti del gruppo: «Siamo stati tutti bravi: la vittoria non si può neanche gestire, perché il conteggio dei tempi avviene alla fine della manifestazione».
Ad occupare il secondo gradino del podio l’equipaggio autoctono formato da Alessandro Virzì e Valentino Poddi su Triumph Sport Tr3A: «Questa è almeno la mia settima partecipazione: è sempre una bella organizzazione, il club è splendido» commenta Alessandro Virzì. «Anche i posti visitati sono bellissimi, e poter annoverare le strade percorse con queste macchine è sempre un’emozione».
Virzì ha contribuito in modo decisivo al successo della manifestazione: «Quest’anno ho portato 4 macchine in gara, quindi è una grande soddisfazione averle viste partire e fare tutti questi chilometri e tornare a casa tutte senza problemi».
Si sono invece aggiudicati il gradino più basso del podio Alessio Bellisai e Riccardo De Martis su Triumph Tr3A. «Ho vinto la passata edizione classificandomi primo assoluto, mentre oggi sono terzo assoluto. È comunque un buon risultato perché ci sono delle difficoltà, si tratta di millesimi di secondo. È come un soffio di vento che decide la classifica. E poi è sempre un’esperienza positiva perché si sta tra amici. Poi il mio club “Club Automoto d’Epoca” si migliora ogni anno in modo eccezionale. Lo staff lavora quasi tutto l’anno per preparare questa gara. Conosco l’impegno sia economico che fisico, partecipano alcuni soci che perdono un po’ del tempo in famiglia, ma alla fine anche le famiglie vengono coinvolte: è bellissimo perché è ad un livello meno eclatante di corse come la Millemiglia».

Tra i partecipanti, sia uomini che donne. Come Daniela Agliò, navigatrice su una Lancia Fulvia del 1966: «Noi siamo di Quartu Sant’Elena. È stata un’esperienza positiva, come lo è sempre la Coppa Gentlemen Sardi. È la terza edizione a cui partecipiamo; oltre alla manifestazione in sé, questo evento è legato anche alla conoscenza del territorio, dell’entroterra, quindi si visitano dei luoghi, si mangia».
«È andata benissimo, perché organizzata da persone con grande esperienza come quelle che compongono il club» racconta con una tuta in perfetto stile anni ‘30 Marco Maxia, alla guida della Riley TT Special verde, auto da corsa del 1936. «Non ha bagagliaio, né vetri, portiere e tergicristalli: c’era l’essenziale per farla andare il più veloce possibile. Anche se non siamo tra i primi, ci siamo goduti la parte paesaggistica e sociale della manifestazione. C’è chi ha combattuto e ha avuto i giusti risultati. C’è stata anche la partecipazione di diversi equipaggi arrivati dalla penisola che si sono integrati perfettamente nel gruppo».
Con tanto di tuta e occhialetti in pelle, quella di Marco e della sua navigatrice Anna Deiana, è stata un’esperienza completamente immersiva negli anni in cui la sua vettura è nata: «All’inizio il meteo, almeno per noi che abbiamo una macchina completamente aperta, per quanto inclemente, ci ha fatto vivere un’esperienza diversa, perché sotto la pioggia abbiamo fatto parecchi chilometri: siamo arrivati bagnati, non si vedeva la strada e non si leggeva il radar, gli occhiali erano appannati, però se non fosse successo non sarebbe stata l’avventura che volevamo. Nei giorni successivi, così come oggi, invece ci è stato concesso il sole in paesaggi come quelli da Arbatax a Orroli e poi Cagliari, che sono molto rari da vedere per la loro bellezza e l’invito è per le persone che hanno una domenica libera a fare una passeggiata in queste zone dell’entroterra della Sardegna».
«È stata un’esperienza positiva, da ripetere, tutta: sin dall’inizio quando siamo partiti, fino all’arrivo a Cagliari» commenta entusiasta Giuseppe Mameli a bordo della sua Citröen Dyane rossa. «Ogni paese che abbiamo attraversato ci ha riservato una grande accoglienza, una cosa bellissima»
«Questa è la seconda edizione a cui partecipo» afferma Augusto Viola, al volante di una bellissima Jaguar. «Mi ero organizzato con il cronometro e tutto il resto per fare tutto nel migliore dei modi, ma nell’ultima parte abbiamo sbagliato strada e non abbiamo fatto le ultime due prove, arrivando ultimi». Augusto la prende con filosofia: «Se giriamo la classifica siamo i primi». «Comunque abbiamo partecipato per divertirci, abbiamo conosciuto tante belle persone e anche le macchine, quindi è stata una bella esperienza. E poi non siamo andati là per vincere ma per partecipare»
Tra i concorrenti di maggiore esperienza c’è sicuramente Luigi Manieri, che ha partecipato con una Jaguar. «Ne avrò fatte almeno 13 su 18» commenta soddisfatto. «Ho collaborato affinché questa Coppa Gentlemen sardi abbia progredito nel suo sviluppo. All’inizio era abbastanza limitata: come club siamo arrivati all’obiettivo di partecipare al Circuito Tricolore, un circuito organizzato dall’ASI nazionale che si sviluppa in 18 eventi in tutta Italia».

«Ho partecipato altre volte alla Coppa Gentlemen negli anni passati, quest’anno ho partecipato con una Mercedes SLK, più comoda rispetto a macchine più antiche» aggiunge Mario Fois. «È stata una bellissima esperienza perché finalmente ho potuto guidare in tranquillità: sarebbe stato un grosso problema fare tutte quelle curve a gomito, salite e discese e con la pioggia dell’altro giorno: quindi è andata bene così».
Marco Scano
L’articolo è stato pubblicato nella rivista cartacea Tuttomotorienews, MT Edizioni.

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