MX. A tu per tu con le protagoniste del campionato italiano Femminile: Giorgia Blasigh

Cinque ragazze per noi | Parte 1: Giorgia Blasigh
A tu per tu con le protagoniste del campionato italiano Femminile – La 18enne di Venezia: “La scintilla è scattata guardando il Supermarecross”.

Sono le ragazze italiane alle spalle di Kiara Fontanesi nel campionato italiano Femminile 2023 24MX – Borilli Pro series di motocross. Alcune giovanissime, altre già con buona esperienza, ma tutte con lo stesso connotato: passione e voglia di emergere.

A poche settimane dalle ultime due prove della stagione, andiamo a conoscerle meglio con una serie di domande uguali per tutte. Iniziamo da Giorgia Blasigh, 18 anni da Venezia, attualmente seconda in campionato.

Come ti sei appassionata al motocross?
“A differenza della maggior parte dei piloti, io non provengo da una famiglia di motocrossisti, quindi nessuno mi ha trasmesso questa passione. A mio padre piacevano le moto, ma niente di più. Nel 2014, quando avevo 8 anni, io e la mia famiglia avevamo deciso di andare a fare una passeggiata a Bibione e quel giorno lì si disputava una gara del Supermarecross. Io rimasi molto affascinata, ero voluta restare tutto il giorno a vedere la gara: era stupendo stare lì con le moto che correvano sulla spiaggia e il mare sullo sfondo. Alla fine di quella giornata chiesi a mio padre di provare a fare motocross e da lì è iniziato tutto”.

A che età la prima gara?
“Quando ho iniziato ho capito subito che questo sarebbe stato il mio sport, riuscivo a essere me stessa al 100%. Quindi ho deciso di prendere le cose sul serio e a distanza di pochi mesi ho debuttato alla mia prima gara. Avevo ancora 8 anni ed ero nella categoria Cadetti 65”.

Qual è il tuo ricordo più bello legato al motocross?
“Ho molti bei ricordi, a partire dall’anno scorso che per me è stato pieno di emozioni e di nuove esperienze. Però il ricordo più bello che porterò sempre nel cuore è la vittoria del campionato che mi ha fatto innamorare di questo sport: il Supermarecross. Era il 2018, quattro anni dopo quel fatidico giorno a Bibione. Ho vinto il campionato nella categoria Minicross e finora sono l’unica ad essere riuscita a vincerlo contro tutti i maschi”.

Come sta andando questa stagione?
“Non è iniziata nel migliore dei modi: avrei voluto fare una bella preparazione invernale, ma purtroppo mi sono trovata senza team a un mese dall’inizio delle gare e ho dovuto tirarmi su le maniche e trovare in fretta un’altra soluzione. Per fortuna siamo riusciti a trovare una buona sistemazione nel team Beddini, dove ho imparato molte cose e ho avuto l’opportunità di allenarmi con i migliori piloti al mondo, vedendo davvero da vicino tutte le sfaccettature di questo sport”.

Hai incontrato ostacoli o scetticismo quando hai deciso di fare questo sport così difficile?
“Ho sempre sentito un grande fuoco dentro di me ogni volta che salivo in moto e l’ultima cosa a cui avrei mai pensato era smettere. Sicuramente il motocross è uno sport molto impegnativo, che comporta tanti sacrifici personali e familiari e che, se fatto ad alti livelli, ti costringe a delle scelte, perché ci sono trasferte lunghe da fare a ogni allenamento. Non è come quando vai in piscina o in palestra: la pista più vicina che ho da casa mia è a più di un’ora di strada, quindi anche con la scuola è sempre stato complicato. La mia famiglia però mi ha sempre sostenuta e io ho sempre dato il massimo. Così tanto che sono arrivata all’inizio del 2019 in cui mi sono accorta che non avevo più la grinta e la forza che avrei dovuto avere. Eravamo tutti molto stanchi e dopo molte riflessioni ho deciso di smettere. Per un anno sono stata fuori dai giochi e ho fatto una vita normale da adolescente. Ma, come tutti gli adolescenti, avevo molti up and down e sentivo dentro di me che mi mancava qualcosa. Nel frattempo stavo ricevendo delle proposte e alla fine ho voluto ascoltare la bimba che si era innamorata del motocross a Bibione e che avrebbe voluto inseguire il suo sogno, così ho deciso di ricominciare”. 

Studi, lavori o in generale fai altro nella vita oltre al motocross?
“Sto portando avanti gli studi perché penso sia giusto avere un’istruzione che poi servirà nella vita. Anche se quando decidi di essere una professionista, la maggior parte del tempo la dedichi solo allo sport”.

Cosa ti piace fare quando non sei in pista?
“Mi piace in generale l’attività fisica: sciare, andare in montagna o con la moto d’acqua d’estate. Recentemente ho scoperto anche il piacere della lettura e per il resto amo stare con le persone che mi fanno stare bene, in particolare con la mia famiglia”.
Che ne pensi del campionato italiano femminile?
“Il livello si sta alzando sempre di più e anno dopo anno ci sono sempre più straniere che partecipano. Sicuramente è un livello molto alto e lo dimostra il fatto che sono anni che il campionato italiano viene vinto da delle campionesse del mondo”.

La tua pista preferita?
“Ho sempre fatto fatica a rispondere a questa domanda, ma penso che in Italia sia Maggiora, mentre all’estero Agueda, in Portogallo”.

Hai un rituale che segui prima delle gare?
“Da anni faccio sempre lo stesso riscaldamento, con degli esercizi che mi aiutano a concentrarmi e isolarmi da tutto, e poi parlo molto con me stessa per essere carica al massimo prima di partire. Quando sono dietro al cancello di partenza faccio dei bei respiri e il segno della croce che mi fa sentire più protetta”.

C’è una crossista che ammiri in particolare o che ti ha ispirato?
“Ho sempre preso spunto da tutte le pilote che avevano un livello più alto di me, per cercare di crescere. Ho potuto stare vicina alle più grandi campionesse del mondo e ognuna mi ha insegnato qualcosa. L’anno scorso ero la compagna di squadra di Nancy Van De Ven, si era creato un rapporto trasparente e di rispetto reciproco (che tra donne è davvero molto difficile creare) e la sua storia mi ha affascinata moltissimo. Ad oggi risponderei lei”.
Fonte: Alessandro Castellani Ufficio Stampa FXAction 
Nelle fotografie, Giorgia Blasigh, negli scatti di Marta Strozyk e Ruggero Visigalli.

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