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La MRC Sport al Sardegna Rally Raid: gara durissima, solo 16 equipaggi al traguardo su 42

Pioggia fortissima, vento e percorsi al limite: la seconda edizione del Sardegna Rally Raid, andata in scena dal 15 al 17 maggio nella fascia settentrionale della Sardegna, ha messo a dura prova uomini e mezzi. Organizzata dall’Automobile Club Sassari con il supporto dell’Automobile Club d’Italia e il patrocinio della Regione Sardegna, la manifestazione era valida per il Campionato Italiano Cross Country.
Il tracciato ha proposto circa 900 chilometri totali tra le province di Sassari e Olbia-Tempio, tre quarti dei quali di prove speciali distribuiti su tre settori selettivi. Su 42 partenti, solo 16 hanno tagliato il traguardo. La scuderia MRC Sport era presente al via con otto equipaggi.

La famiglia Manocchi portava i colori del sodalizio in classe T4 con due Yamaha XYZ 1000R: il figlio Kevin, navigato da Gianluca Sbaraglia, e il padre Michele con la figlia Giada alle note. È stato un weekend intenso per entrambi gli equipaggi, concluso con un ottimo quarto posto assoluto e il terzo di classe T4 per Kevin.

“È stata una gara molto tosta. Venerdì siamo andati a risparmio per preservare la macchina, sabato invece abbiamo provato a spingere ottenendo un buon piazzamento nella terza prova. L’ultima ci ha messo in seria difficoltà: due forature, abbiamo perso il tetto per strada e infine Schiumarini ci ha fatto retromarcia sulla fiancata. Non è stata colpa sua, perché non ci aveva proprio visti. Tutto sommato, però, abbiamo chiuso quarti assoluti e terzi di classe T4,” ha raccontato Kevin.

“Davvero una gara incredibile, caratterizzata da un percorso misto che andava dai tratti veloci alle salite impossibili dentro ai greti dei ruscelli,” ha aggiunto il padre Michele, soddisfatto nonostante le condizioni proibitive.

In classe T1, sulle Suzuki Grand Vitara, erano presenti Lorenzo Codecà, con Gilberto Menetti alle note, e Stefano Sabellico, navigato da Andrea Taloni. Per entrambi è stato purtroppo un weekend da dimenticare.

“Venerdì le numerose correzioni al roadbook ci hanno fatti perdere sui Monti Sardi nella prima prova, costandoci una penalità. Nella seconda abbiamo però fatto segnare il miglior tempo tra le vetture, quinti assoluti. Sabato mattina siamo partiti carichi, sorpassando tre avversari nei primi quaranta chilometri, ma al 48esimo chilometro si è staccato il filo che collega l’alternatore alla batteria: senza corrente la macchina si è spenta. Siamo rimasti fermi per ore in attesa della nostra assistenza, poiché le vetture ferme in prova non vengono recuperate dall’organizzazione. Un vero peccato, perché il mezzo era perfetto,” ha dichiarato Codecà.

Stesso destino per Sabellico, con Andrea Taloni alle note: un impatto contro un albero alle 12:30 li ha costretti al ritiro, con l’equipaggio rimasto in attesa fino alle 19:00 per l’arrivo dell’assistenza e il rientro in parco chiuso.

Tre gli equipaggi MRC Sport schierati in classe T2, tutti su Suzuki Grand Vitara: Michele Abenicar con Paolo Manfredini alle note, Matteo Da Rin Spaletta con Manuela Mocchiutti e Fabio Acajou con Stefano Bruno Franco.

Abenicar, al suo secondo Sardegna Rally Raid dopo la vittoria di classe T2 e il secondo posto assoluto dello scorso anno, ha chiuso secondo di classe T2 e quattordicesimo assoluto, SSV inclusi. “Venerdì abbiamo trovato gasolio sporco al rifornimento e abbiamo perso la spazzola del tergicristallo: Paolo ha navigato alla cieca per cento chilometri con il fango sul vetro, e lo ha fatto benissimo. Ciò nonostante abbiamo chiuso la giornata primi di classe T2. Sabato il turbo ha ceduto per un collettore di scarico allentato, costringendoci a sessantacinque chilometri in prima ridotta per rientrare in parco chiuso. Il regolamento ci ha comunque mantenuti in classifica, secondi di classe T2. Anche le troppe correzioni notturne al roadbook hanno complicato le cose. La Sardegna resta la tappa più bella del campionato, ma quest’anno i percorsi erano forse troppo trialistici per le nostre vetture. Queste però sono le vere gare,” ha dichiarato il pilota.

“Siamo amareggiati perché ci siamo dovuti fermare a soli trenta chilometri dal termine quando eravamo in testa alla classe T2: una testina ci ha traditi. Gara durissima, forse anche troppo,” ha dichiarato Da Rin Spaletta.

Acajou è riuscito a portare la sua Suzuki al traguardo in una competizione che ha visto ritirarsi oltre la metà degli iscritti. “Gara dura e competitiva, con un percorso molto selettivo. Su 42 partenti siamo arrivati in 16. Ci vediamo al Baja,” ha commentato il pilota.

In classe TH, su Suzuki Grand Vitara, erano iscritti Giuseppe Ananasso e Rocco Sbaraglia alle note. Per loro la sfortuna è iniziata subito: un cambio bloccato in terza marcia li ha fermati prima ancora di raggiungere lo start della prima prova speciale.
Fanny Piccoli

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